Musica, Podcast

Nuovi trend: il caro vecchio podcast

Avete presente le colazioni nei film americani, con il ragazzino che ti lancia il giornale nel cortile e il cane che te lo porta sulle ginocchia, mentre sei intento a gustarti i tuoi pancakes? Il mio sogno è sempre stato svegliarmi così, ma con una copia di Creative Review al posto del quotidiano nazionale.

Una delle frustrazioni tipiche di chi lavora in campo creativo è la paura di non essere sul pezzo. Di non seguire tutti i blog che dovremmo seguire, di non sapere chi vince i premi che bisogna vincere, di non aver ancora dato un’occhiata a quel chiacchieratissimo restyling o quell’attesissimo spot, e più in generale, di non nutrire a sufficienza la nostra curiosità professionale.

 

 

Avevo provato a darmi una regola: dedicare i primi 20 minuti della giornata lavorativa a news, blog e quant’altro. Ovviamente, ero destinato a fallire fin dall’inizio, perché le mail non aspettano, perché i clienti non aspettano, e perché in venti minuti riesci si e no a capire su che sito sei finito. Poi ho trovato la salvezza: i podcast.

Dopo l’esplosione iniziale nei primi Duemila (vi siete mai chiesti perché l’iPod si chiama così?) per una decina di anni ci siamo completamente dimenticati della loro esistenza. Oggi, invece, Apple fa sapere di aver superato il miliardo di iscritti sulla propria piattaforma, e USA Today scrive Anyone who’s anyone has a podcast these days”.

Come siamo passati dal considerarli lunghe e noiose produzioni destinate a vecchi radioamatori a uno dei prodotti più interessanti e vitali della cultura pop contemporanea?

La spiegazione tecnica è abbastanza semplice: il podcast ha finalmente realizzato il proprio potenziale grazie alla varietà dei device coinvolti nella nostra vita di tutti i giorni, e all’utilizzo continuativo che ne facciamo. Possiamo ascoltare mezz’ora di trasmissione dal nostro laptop in pausa, e poi completare la puntata mentre corriamo sul tapis-roulant in palestra, o guidando verso casa. Ma sarebbe riduttivo pensare che il successo di questo media sia determinato solamente da ragioni tecniche.

 

Innanzitutto, i podcast per loro natura accolgono long-form content, in cui lo storytelling gioca un ruolo fondamentale, offrendo la possibilità di esplorare in profondità gli argomenti trattati, rendendoli non solo istruttivi, ma anche stimolanti. Siamo letteralmente sommersi di tweet ed informazioni flash, ma quando si tratta del nostro lavoro o delle nostre passioni ricerchiamo l’approfondimento. Non è un caso infatti che i podcast siano considerati una delle maggiori soluzioni per fare personal branding: spesso funzionano come veri e propri show radiofonici, quasi sempre topic-specific, con ospiti di rilievo ed esperti di settore a certificarne l’autorevolezza. In quest’ottica, è facile intuirne il potenziale di marketing verso un pubblico specifico.

Non vi ho ancora convinto? Beh, provare per credere: ecco alcuni podcast che trattano di Graphic Design e creatività di cui non potrete più fare a meno.

Creative Pep Talk 

Uno dei podcast più stimolanti vi possa capitare di ascoltare: Andy J Miller è un illustratore e designer dall’Ohio con una personalità esplosiva, che conduce questo podcast oramai da qualche anno. Creative Pep Talk è, nelle parole del suo autore, uno strumento per aiutare i creativi a trovare “the perfect balance between art and business”: il tono è estremamente informale, e in ogni puntata un ospite (scorrendo la lista rimarrete a bocca aperta dai nomi coinvolti) racconta la propria esperienza lavorativa su temi specifici come la corretta valutazione del proprio lavoro o il dialogo con i grossi clienti, ma anche dell’ultimo film visto al cinema, o di quale sia la miglior pizzeria di New York.

Design Matters

Con i suoi 50.000 download mensili, Design Matters di Debbie Millman è un’istituzione dei design podcast. Con la Millman, nel corso degli anni hanno chiacchierato personaggi del calibro di Steven Heller, Stefan Sagmeister e Milton Glaser, percui è scontato dirvi che dovreste seguirlo subito. Oltre ai grandi nomi del design vengono intervistati anche educatori, curatori, agenti e qualsiasi altra tipologia di professionista vi venga in mente, tutti di altissimo livello, fornendo molteplici punti di vista sul lavoro creativo.

Be Brave

Questo podcast si concentra invece sulla fase iniziale di qualsiasi carriera creativa, quel momento in cui il coraggio è la migliore moneta che abbiamo da offrire al mondo. I due designer Chris DeLorenzo e Nathan Hass intervistano giovani talenti che stanno costruendo con successo il loro percorso, siano essi designer, musicisti o insegnanti di Yoga. Non a caso, il motto della trasmissione recita “When you don’t know which way to go, be brave”.

99percentinvisible

99pi è a tutti gli effetti un magazine: Roman Mars conduce quest’indagine sui progetti che danno forma al mondo che ci circonda, da un oggetto banale come una bandiera ad un complicatissimo progetto di riqualificazione architettonica. Le puntate durano una ventina di minuti, e sono come le ciliegie.

TED Radio Hour 

La NPR ha raccolto alcune registrazioni di vari TED Talks (https://www.ted.com/) da tutto il mondo, creando questa libreria di interventi, tutti attorno ai 10 minuti di lunghezza. Il break perfetto, quando volete staccare la mente dai progetti ma non sprecare il vostro tempo.

Sì, sono tutti in inglese. In italiano non esiste ancora un podcast qualitativamente comparabile a quelli prodotti all’estero sul tema.
Fossi in voi correrei a comprare dei microfoni.

 

 

 

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