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La notte degli #Oscars2017 vista dai Social Network.

La cerimonia degli Oscar è lo spettacolo più sfavillante che la macchina dei sogni hollywoodiana abbia nel proprio arsenale, capace di emozionarci fino alle lacrime e farci litigare con chiunque non la pensi come noi su quale sia il film dell’anno o l’interpretazione più sentita. Tutto ciò, al netto del corredo di cliché e luoghi comuni di cui la cerimonia è costellata, e che in una certa misura la definiscono.
Quest’anno, in occasione dell’89° edizione, abbiamo assistito addirittura all’archetipo cinematografico per eccellenza, la trovata più consolidata ed abusata di sempre: il colpo di scena finale.

Studio co.me blog Oscar2017
Calcolato auto-citazionismo holliwoodiano? Sembrerebbe di no, visto che il malaugurato addetto alle buste è stato licenziato in tronco un paio di giorni dopo.
Di certo, la gaffe si è rivelata il pretesto perfetto per inondare le nostre bacheche di meme, hashtag e facce sarcastiche di Ryan Gosling. Ammettetelo, anche voi avevate la diretta streaming aperta in una scheda del browser e l’account Twitter in quella affianco. D’altronde, è così che il pubblico si sta abituando ad assistere ai grandi eventi mediatici: il telecomando in una mano, lo smartphone nell’altra.

Basti pensare che il momento in cui si è verificato il pasticcio con le buste ha avuto 61,000 menzioni in un singolo minuto (link). Twitter non ha ancora rilasciato dati ufficiali, ma già il numero di visualizzazioni dell’hashtag #Oscars dello scorso anno sfiorava i 4 miliardi.

Ovviamente, questo bacino di potenziale audience è una ghiotta occasione per i brand, che si contendono visibilità a suon di instant marketing creativo.
Dimostrando ancora una volta come la vita reale sia costantemente discussa, criticata e presa in giro dai Social Media Manager, che cogliendo l’attimo portano un valore aggiunto al marchio.

Tornando a parlare degli Awards, quest’anno forse, è mancato un pretesto emblematico come l’Oscar inarrivabile di Leonardo Di Caprio, che l’anno scorso aveva dato vita a campagne riuscitissime e molto divertenti, ma qualcosa di interessante è venuto fuori lo stesso, ad esempio da Molinari:

Studio co.me Oscar2017 con mosca o senza?

Studio co.me Oscar2017 La La Lacrime

O questa, per Tempo, che a sua insaputa ha anticipato la moda del giorno dopo:

Altri brand hanno deciso di percorrere strade più sicure:

Studio co.me Oscar2017 tuborg

Studio co.me Oscar2017 KFC Instant

C’è anche chi ha pensato a soluzioni meno autoreferenziali e più articolate:
Shutterstock, ad esempio, nei giorni precedenti alla cerimonia ha chiesto al proprio design team di realizzare un poster in chiave Pop Art per ogni pellicola candidata a miglior film. I nostri preferiti? Quello di Manchester by the Sea in chiave Ed Ruscha, assieme alla versione Wharoliana di Fences.

 

Studio co.me Oscar2017 Manchester by the sea Studio co.me Oscar2017 fences

 

Hanno poi commissionato un report al Search Laboratory per stabilire di che colore sia il “vestito vincitore dell’Academy” (in inglese, Academy Winning Dress)

Ne è venuta fuori quest’infografica un po’ scolastica, ma sicuramente esaustiva:

Studio co.me Oscar2017 Color Studio co.me Oscar2017 Colore

Studio co.me Oscar2017 Colour Match

 

Questi sono, a nostro giudizio, i tentativi più riusciti di “calvalcare l’Hashtag” da parte dei brand.
Ma esiste anche un altro metro per misurare l’impatto mediatico di un evento come questo, totalmente generato dagli utenti, che spesso si rivelano ancor più creativi di qualunque social media manager o smart brand sulla piazza: i meme.
Ad esempio, siamo sicuri che Leo abbia chiuso definitivamente quella vecchia questione?Studio co.me Oscar2017 Leonardo di caprino

Per non parlare ancora una volta del guaio delle buste:
c’è chi prova a riscrivere la Storia: Studio co.me Oscar2017

…chi non ha proprio digerito la vittoria di Adele ai Grammy:

 

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…e chi fa notare come, fondamentalmente, sia solo un problema di layout:

 

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Il celebrity tweet più divertenete è sicuramente questo, ad opera di M. Night Shyamalan, vero maestro del thriller e del colpo di scena (c’era lui dietro la macchina da presa in Il Sesto Senso, Signs o The Village):
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Ma c’è anche chi ha deciso di perdere un po’ di tempo con Photoshop:

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Concludiamo così la nostra maratona degli Oscar vista dai social network, cominciando già ad elaborare previsioni e verdetti per l’edizione dell’anno prossimo.
Le luci si spengono, cala il sipario. Un bell’applauso!

 

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